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Il buono, che fa del bene!

Il Natale che si sta avvicinando, dopo un periodo faticoso per tutti, porta con sé un senso profondo di rinascita e rinnovamento. Con questo spirito vogliamo proporti la nostra Campagna Natalizia “il buono, che fa del bene” con le sue proposte dolci e green, per un dono solidale che vale molto.

Nel tempo appena trascorso, noi di Fondazione IRPEA abbiamo continuato a dare risposte efficaci ai bisogni delle persone con disabilità, rinnovandoci e avviando nuove progettazioni, anche grazie al tuo sostegno.
Per il tuo Natale Solidale 2021, con l’acquisto dei nostri prodotti, potrai continuare a sostenere i “Progetti di Vita indipendente” per realizzare soluzioni abitative coerenti con le necessità, i bisogni e le caratteristiche proprie delle persone con disabilità ospitate.

IL TUO REGALO A SOSTEGNO DI PROGETTI PREZIOSI
“il buono, che fa del bene”

SCEGLI tra i tradizionali panettoni e pandori, preparati artigianalmente con ingredienti di alta qualità, il prosecco e il moscato dei Colli Euganei e la proposta VerdeSolidale, che offre altri prodotti di pasticceria come i tradizionali biscotti “zaeti” abbinati a golose creme (nocciola, zabaione, gianduia, pistacchio, arachidi al sale) o ad un miele millefiori. Troverai anche una graziosa pianta succulenta coltivata dai lavoratori del nostro progetto di agricoltura sociale “Coltiviamo il nostro futuro”.

Originali decori natalizi, realizzati dagli Ospiti dei nostri Servizi di sostegno alle persone con disabilità, andranno ad impreziosire tutte le confezioni natalizie.

Un GRAZIE speciale va ai nostri partner di solidarietà! Pasticceria EUROPA e Pasticceria FORIN di Padova, Azienda Vitivinicola LA SCAGLIARA di Galzignano Terme, Apicoltura MOLON di Conselve e Tipografia VERONESE di Padova.

Per il tuo Natale Solidale scegli un dono di “valore”
“il buono, che fa del bene”

GRAZIE DI CUORE
Fondazione IRPEA
Info: fundraising@irpea.it
Tel. +39 049 8727401


Scarica la locandina
“il buono, che fa del bene”

Consegna degli orti rialzati al Parco inclusivo

Ed ecco i nostri orti rialzati arrivati nella loro nuova casa, il Parco inclusivo L’Albero del tesoro, pronti per includere altre persone nella cura e coltivazione di essenze e ortaggi.

Dalla pagina Facebook ufficiale del parco:

“SONO ARRIVATI GLI ORTI RIALZATI 🌱🍆🥕🍅
Oggi è davvero un giorno speciale per Albero del tesoro: grazie a Legambiente, con il progetto Bio&Diversità, sono stati consegnati i primi quattro orti rialzati al parco comunale inclusivo.
Gli abili artigiani sono quelli di Fondazione Irpea, grazie al progetto “Coltiviamo il nostro futuro”: quattro strutture in larici da oggi arricchiscono il parco in attesa di sviluppare iniziative e attività nel segno dell’inclusione sociale.
Questa mattina ci hanno fatto visita anche i ragazzi di Gruppo Polis che hanno visitato il cantiere e poi hanno preso parte al breve momento di festa insieme a tutti gli altri.
💪L’unione fa sempre più la forza al parco inclusivo 💪”

📌 Sabato 16 ottobre trovate piante e oggetti decorativi firmati ‘Coltiviamo il nostro futuro’ 🚛🌱 anche al mercatino di Arti Itineranti, in piazzetta San Bellino all’Arcella: vi aspettiamo dalle 14.30 alle 18.30!

Cerimonia di consegna delle Case di Via Beato Pellegrino

Il nostro presidente Armando Gennaro ha consegnato le chiavi di Casa Lombardo – Miglioranza – Vinicio Dalla Vecchia di Via Beato Pellegrino alla Prorettrice all’Edilizia e Sicurezza dell’Università di Padova Francesca Da Porto.

Il gesto simbolico sancisce la cessione della proprietà del complesso all’Ateneo: un passaggio che va a completare un’area dedicata alla vita universitaria, conservando la storica vocazione di questi spazi a servizio della città.

Maria e Valentina, volontarie in Servizio Civile Universale

Parola alle due volontarie di Servizio Civile Universale impegnate in Fondazione IRPEA da aprile.
“Anche noi a servizio dell’inclusione”.

«Era da anni che cercavo un’opportunità come questa. Dopo essermi laureata in Psicologia nel 2019 ed aver dedicato tanto tempo allo studio, avevo davvero bisogno di fare qualcosa di concreto per gli altri, affacciandomi finalmente alla realtà professionale, in particolare al mondo del Terzo settore». A parlare è Valentina, una delle due giovani volontarie che da aprile lavorano in Irpea grazie al percorso di servizio civile gestito in collaborazione con il CSV di Padova. «Nel 2020 avevo già svolto un tirocinio formativo nell’ambito della disabilità, per questo ora mi sento già particolarmente a mio agio nello svolgere le mie mansioni».

Da sinistra: Maria e Valentina presso il Parco Verde IRPEA

Quella di Maria, invece, è una vocazione maturata oltre i confini regionali, più precisamente nella terra di Sicilia. «Ciò che mi ha spinta alla scelta del servizio civile è stata una mia pregressa esperienza di volontariato in una struttura di Palermo – racconta – Quella di Irpea, però, si è rivelata una realtà educativo-assistenziale estremamente diversa rispetto a quelle canoniche presenti».

Maria e Valentina, infatti, sono state coinvolte nelle attività del progetto “Coltiviamo il nostro futuro” e nei progetti del Centro Diurno San Giuseppe, volti allo sviluppo e al potenziamento delle abilità personali di autonomia, partecipazione sociale e interazione per la realizzazione dei percorsi integrati orientati all’inserimento lavorativo. Ed in queste due aree d’intervento hanno potuto toccare con mano l’innovativo approccio di Irpea. «Attraverso i suoi servizi la Fondazione non si limita ad assistere le persone con disabilità, ma offre loro tutti gli strumenti affinché possano intraprendere una vita autonoma, indipendente e qualitativamente soddisfacente – racconta Maria – La creazione di un percorso che abbia come meta un ambito occupazionale per soggetti fragili, utilizzando la falegnameria, la ceramica e la coltura di piante, credo sia quanto di più stimolante per pensare la nozione di miglioramento della qualità di vita. Sono grata di poter contribuire a un obiettivo così grande.»

Ma la riconoscenza è reciproca. Come confessa infatti l’educatore Matteo Mally, referente del Progetto Serra «Collaborare con volontarie giovani e motivate è per noi un’opportunità che nutre di nuova linfa le nostre progettualità. La loro presenza è stimolante per tutti, in primis per gli ospiti.»

Da sinistra: Maria e Valentina presso il Parco Verde IRPEA

Ringraziamo La Difesa del Popolo che ha pubblicato questo prezioso articolo nell’uscita di domenica 19 settembre 2021.

Progetti innovativi per l’inclusione

A Fondazione Irpea si fa strada un nuovo approccio all’assistenza delle persone con disabilità: dopo la pandemia tante progettualità innovative per l’inclusione.
[articolo del 19 settembre 2021La Difesa del Popolo]

Sempre più inclusione

È proprio vero che dai momenti di crisi talvolta nascono le cose migliori. Come se in quel totale sconvolgimento risiedesse il problema ma anche la sua soluzione. Risiedesse il passato ma anche la sua evoluzione. Come in un ciclo continuo in cui l’ostacolo si fa opportunità.

Per noi di Fondazione IRPEA di Padova è stato così. «Con l’avvento della pandemia abbiamo messo in discussione contenuti e processi che per anni hanno caratterizzato la nostra Fondazione – racconta il Direttore Rizzo – Il cambio repentino di scenario ha infatti stimolato una riflessione condivisa sul ruolo della nostra Fondazione all’interno della società, sfociata poi in un vero e proprio piano di sviluppo strategico approvato a inizio 2020.» Un documento, questo, in cui Irpea dichiara la volontà di ridurre l’intervento nel settore ospitalità e di ampliare l’offerta di servizi di assistenza, anche a rilevanza sanitaria. «Il modello cardine che guiderà la progettazione dei prossimi anni sarà quello della qualità della vita. Come Fondazione, infatti, lavoreremo affinch ogni persona con disabilità possa trovare risposte specifiche, personalizzate, appropriate ed efficaci per il perseguimento dei suoi obiettivi personali. Passeremo quindi da un’impostazione più accuditiva e assistenziale ad una più legata all’inclusione e al potenziamento delle autonomie personali e sociali». Sul fronte della residenzialità, ad esempio, si é deciso di apportare un ripensamento funzionale degli immobili di proprietà introducendo soluzioni tecnologiche domotiche a supporto dell’autonomia. «Grazie a gruppi appartamento e comunità alloggio così organizzati, gli utenti avranno la possibilità di avviarsi concretamente verso una vita più indipendente, sperimentando nuove forme di abitare» racconta il Direttore. I centri diurni, invece, verranno intesi come vere e proprie palestre per le relazioni sociali. «Alcuni laboratori, quelli più tradizionali, sono stati ripensati in questa nuova ottica, mentre altri sono stati creati ex novo. Tutti i progetti attivati, infatti, devono essere espressamente finalizzati al raggiungimento di un buon livello di autonomia e di inclusione sociale da parte dell’utente». Una posizione di rilievo sarà quindi quella attribuita alle attività di inserimento lavorativo. «Affinché le persone con disabilità possano sentirsi davvero realizzate a 360° è fondamentale accompagnarle in percorsi di vera occupazione. Solo in questo modo potranno realmente integrarsi nel contesto sociale più ampio». A dimostrarlo sono percorsi di inserimento come “Coltiviamo il nostro futuro”, il progetto di agricoltura sociale, articolato in attività agricole, di falegnameria e di lavorazione della ceramica, sito in Via Raggio di Sole. «Da quando il Gruppo Serra si è formato abbiamo rilevato un significativo miglioramento delle competenze personali, relazionali e professionali degli utenti – conclude Rizzo – sono questi i risultati a cui puntiamo.»